Viaggi, nell'isola di Capri rifugio dei romani e perla del Mediterraneo
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I suoi faraglioni si ergono maestosi e svettano verso il cielo regalando uno dei paesaggi più caratteristici e conosciuti a livello internazionale: stiamo parlando di Capri, perla del Mediterraneo collocata tra il golfo di Napoli e quello di Salerno. L'isola potrebbe essere diventata tale solo in un secondo tempo, infatti Strabone sosteneva nella sua Geografia che Capri fosse originariamente unita alla penisola sorrentina, ipotesi poi suffragata anche da importanti scoperte archeologiche. Il territorio caprese si sviluppa su due piani, quello superiore prende il nome di Anacapri, due realtà che si sono combattute ferocemente in passato, alla ricerca perenne di un'autonomia sempre negata. Come già anticipato, la naturale conformazione di Capri ha fatto sì che sin dai primordi della sua esistenza le popolazioni si stanziassero sia in prossimità del livello del mare che sulle alture, un po' come accadde alle isole dell'Egeo: Anacapri, però, essendo sprovvista di un collegamento con il mare, dovette ripiegare su un sentiero rupestre caratterizzato da strade impervie e tortuose. In epoca successiva la bella Capri sedusse persino i romani, infatti Tiberio in persona volle collocarvi una sua villa ma l'isola ebbe un ruolo da protagonista anche nel 29 a.C. quando Cesare Ottaviano scelse di sbarcarvi al ritorno dall'Oriente e, colpito dal suo territorio impregnato di miti e leggende, decise di porla sotto l'egida di Roma e di rinnovare la normativa giuridica del territorio.
Terminata l'epoca imperiale, Capri ritornò nelle mani di Napoli: in seguito a ciò, aumentarono le scorribande da parte dei pirati e poco alla volta l'isola conobbe il declino e fu abbandonata, finendo in balia dei musulmani. Proprio a causa di queste continue invasioni, gli isolani trovarono un modo per difendersi arrivando a servirsi degli innumerevoli vicoli di Capri che, all'occorrenza, potevano essere serrati preservando però le comunicazioni con i livelli superiori del territorio. Finalmente, nel XV secolo, Federico I stabilì che Capri e Anacapri fossero di pari livello pur mantenendo distinte le proprie rendite ed amministrazioni e, insieme alla penisola sorrentina ed amalfitana, l'isola entrò a far parte del Principato di Salerno. Purtroppo, però, gli attacchi dei pirati non cessarono e Capri fu depredata ben sette volte, soltanto nel 1830, quando il territorio fu conquistato dai francesi, terminarono le scorribande dei pirati. Agli inizi dell'Ottocento l'isola fu teatro dei conflitti tra Napoleone I e gli inglesi e soltanto con il provvidenziale arrivo di Gioacchino Murat le truppe britanniche furono addomesticate mentre i francesi restarono a Capri fino alla fine del dominio napoleonico. Nel XIX secolo, inoltre, Capri tirò un sospiro di sollievo grazie ai tanti viaggiatori stranieri che iniziarono a frequentarla, portando alla ribalta la suggestiva bellezza della sua Grotta Azzurra.
Nel Novecento personalità di spicco come Vladimir Lenin, Marguerite Yourcenar, Pablo Neruda e Sibilla Aleramo scelsero di trascorrere lunghi periodi sull'isola, contribuendo allo sviluppo turistico di essa. Le origini carsiche di Capri fanno sì che essa sia ricca di grotte – senza dubbio la più famosa è la Grotta Azzurra, celebrata da scrittori e poeti nel corso dei secoli e che vanta acque così limpide da riuscire ad intravedere con chiarezza il fondale – calette e scogliere; imponenti i già citati faraglioni, i cui nomi sono Stella, Faraglione di Mezzo e Scopolo, isolotti rocciosi considerati quasi i custodi dell'isola e che sorgono a poca distanza dalla riva. Un panorama indimenticabile si gode dal Monte Solaro, alto quasi 600 metri e da cui nei giorni privi di foschia è possibile ammirare persino il golfo di Salerno: esso è raggiungibile in seggiovia o a piedi e, una volta giunti in cima, sarà impossibile non restare ammaliati dal paesaggio che si gode, sorseggiando un drink da una delle tante terrazze a picco sul mare. La Certosa di San Giacomo, costruita nel 1371, nacque inizialmente come convento e ancora oggi l'edificio mantiene la struttura di un tempo con la zona della farmacia aperta a tutti, l'area dove risiedevano i frati conversi ed infine le scuderie e i laboratori. In epoca francese la Certosa fu prima caserma e poi ospedale, infine, nel 1927, la struttura tornò alla sua magnificenza grazie al Sovrintendente Gino Chierici. Villa Jovis ospitò l'imperatore Tiberio: in un'area di circa 7 mila metri quadrati si gode una vista da mozzare il fiato e da cui si scorgono il golfo di Napoli, Ischia e Punta Campanella. La sua architettura richiama nettamente quella delle ville romane e presenta al suo interno una cisterna che raccoglieva l'acqua piovana che aveva il duplice scopo di servire le terme e gli abitanti della villa.
La Piazzetta di Capri è il luogo di ritrovo per eccellenza dell'intera isola, in pochissimi metri quadrati sorgono innumerevoli bar dove i turisti si riversano soprattutto quando cala la sera: i prezzi esorbitanti per consumare un caffè o un drink non scoraggiano affatto le tantissime presenze che si affollano in qualsiasi stagione dell'anno. Axel Munthe, medico svedese che visse a Capri, descriveva Villa San Michele come "una casa aperta al sole, al vento e alle voci del mare - come un tempio greco - e luci, luci ovunque". In questo angolo di paradiso scelse di fermarsi Munthe, spendendo gran parte della propria esistenza per realizzare la sua abitazione esattamente come la desiderava, arrivando persino a collezionare numerosi reperti archeologici che provenivano dalla ville romane di epoca imperiale.
Capri ha anche una tradizione culinaria di tutto rispetto: i ravioli capresi, ad esempio, presentano un impasto leggerissimo che, al suo interno, cela un ripieno composto da parmigiano, maggiorana e caciotta secca, il condimento, invece, consiste in una gustosa salsa di pomodoro condita con qualche foglia di profumatissimo basilico. Tra i secondi piatti è impossibile non annoverare la pezzogna, un pesce tipico dei mari di Capri che solitamente viene preparato "all'acqua pazza", ovvero con un sugo composto da pomodorini, aglio, olio e prezzemolo. Il dessert per eccellenza è, ovviamente, la torta caprese, un dolce a base di cioccolato e mandorle che deve essere gustato insieme al limoncello, servito rigorosamente ghiacciato. L'isola ha una storia che può definirsi millenaria e affascinante proprio perché il confine tra realtà e leggenda è estremamente labile: terra di amori, lotte sanguinose, rifugio di uomini illustri, luogo ricco di tesori architettonici e naturali, Capri ha voluto tutto per sé e, nonostante il trascorrere dei secoli, la sua magia continua ad essere inesauribile.
 
   
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