Viaggi, nella terra ribelle di Masaniello: la piccola Atrani
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Atrani è il comune più piccolo di tutta la penisola italiana ma ciò gli ha ugualmente permesso di essere annoverato tra le bellezze paesaggistiche della Costiera Amalfitana. La cittadina costiera ospita poco più di 800 abitanti è sorge nella valle del fiume Dragone, così denominato perché, secondo una leggenda, vi risiedeva un drago. Atrani in uno spazio limitatissimo racchiude tutte le peculiarità tipiche della costiera, ovvero salite, ripide scalinate, case addossate l'una all'altra e minuscole piazze, tanto che in passato molti registi l'hanno scelta come set per le loro pellicole. Il comune si erge su una collinetta e ciò gli ha consentito l'isolamento dal caos tipico dei centri cittadini, facendolo apparire quasi come un piccolo borgo dal sapore antico. Grazie alle scoperte archeologiche, è possibile affermare che alcuni nobili romani risiedessero ad Atrani già nel I secolo d.C. ma le loro ville furono coperte quasi del tutto dall'eruzione pompeiana del 79 d.C. Il territorio fu preso di mira anche dalle invasioni barbariche nel V secolo d.C. e coloro che trovarono riparo presso i Monti Lattari diedero vita al primo insediamento di una certa consistenza. All'epoca del Ducato di Amalfi, Atrani aveva una sua importanza come borgo all'interno del quale stabilirono la propria dimora alcune famiglie facoltose come i Pantaleoni e gli Alagno: si sa, inoltre, che nella zona la vita religiosa era alquanto fiorente, basti pensare che la sola Atrani vantava la presenza di ben 300 luoghi di culto. Il comune è menzionato anche da Petrarca in una delle sue opere in cui si parla di un maremoto di grande violenza che, nel 1343, spazzò via gran parte delle coste scrivendo la parola fine al suo glorioso passato. Atrani risorse dalle ceneri e di essa si ha nuovamente notizia nel 1647 quando il ribelle Masaniello si rifugiò in una delle sue grotte: dopo poco, però, egli morì a causa di una congiura e il suo corpo martoriato fu condotto in macabra processione per le strade di Napoli. In uno spazio così limitato si celano comunque caratteristiche chiese edificate perfino dieci secoli fa, basti pensare alla Collegiata di Santa Maria Maddalena Penitente, risalente al 1274: essa fu costruita sui resti di un edificio medievale in quanto gli atranesi vollero omaggiare la santa che aveva avuto il merito di salvarli dall'invasione saracena: va detto anche che la struttura ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli grazie alla generosità dei cittadini. La chiesa ha la peculiarità di essere l'unica, in tutta la costiera, a presentare elementi che si rifanno allo stile Rococò oltre ad avere una magnifica vista sul golfo di Salerno. Ugualmente famosa la Torre dello Ziro che risalirebbe addirittura al 1400: l'edificio lega la sua storia alle vicende di Giovanna la Pazza la quale andò in sposa ad Alfonso Piccolomini alla tenera età di 12 anni. La donna, rimasta vedova, visse una passionale relazione con il proprio maggiordomo fino a quando i fratelli di lei la imprigionarono con i figli e la lasciarono morire di stenti nella torre. Da menzionare anche la casa e la grotta di Masaniello: sembra ormai certo che il ribelle napoletano, di origini atranesi da parte materna, si sia rifugiato in questi luoghi per sfuggire ai suoi inseguitori. In sintonia con altre località del Sud Italia, anche Atrani dà grande valore alle tradizioni e al folklore delle festività popolari attraverso manifestazioni che si dipanano nell'arco dell'intero anno: va segnalata soprattutto la Festa di Santa Maria Maddalena, patrona del comune, che viene ricordata il 22 Luglio. La statua della santa viene condotta in processione e, al termine di essa, all'effige vengono fatte percorrere, a velocità elevata, le scale di Atrani secondo una caratteristica usanza che si ripete da tempo immemore. Di notevole interesse è anche il Matrimonio ducale, rievocazione storica che ricorda le nozze tra Sergio, figlio del duca Giovanni I, e Maria, figlia di Pandolfo II principe di Benevento e Capua: l'avvenimento si verificò nel 1002 e confermò l'alleanza tra la città di Amalfi ed uno degli Stati regionali di maggiore rilievo. Ancora oggi gli atranesi, per celebrare l'episodio, indossano gli abiti in voga all'epoca e preparano pietanze tipiche del Medioevo. Purtroppo, Atrani è nota anche per un tragico avvenimento che scosse l'opinione pubblica alla fine dell'estate del 2010: una terribile alluvione si abbatté sulla zona devastando e ingoiando tutto ciò che incontrava lungo la sua traiettoria. Ad avere la peggio fu una giovane del posto, il cui corpo straziato fu ritrovato solo mesi dopo al largo delle Isole Eolie. Il breve ma intenso excursus all'interno dei vicoli di Atrani termina qui ma gli episodi di cui si è parlato costituiscono solo un assaggio delle ricchezze naturalistiche e delle tradizioni del posto. La piccola Atrani ha un solido passato alle spalle che aspetta solo di essere narrato a coloro che percorreranno le sue strade colme di storia.
Author: Francesca Salvato

 
   
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