Viaggi, vacanze a Castellabate: dove la leggenda abbraccia la natura
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La deliziosa cittadina di Castellabate sorge nella zona meridionale della Campania e si configura come uno dei luoghi più suggestivi della costiera cilentana. La piccola realtà è incorniciata da Agropoli, con cui confina a nord, e da Perdifumo e Montecorice con cui confina, rispettivamente, ad est e a sud: la storia di Castellabate ha inizio già in epoca preistorica, precisamente nel Paleolitico Superiore, per poi proseguire con l'arrivo dei Greci i quali colonizzarono il territorio e lasciarono tracce del proprio passaggio, tuttora visibili, soprattutto sulle alture di Licosa da cui deriverebbe il nome delle genti lucane. Eletta come sede di villeggiatura dall'aristocrazia di Roma, Castellabate conobbe poi secoli bui con l'avvento delle popolazioni barbariche per riprendersi quando giunsero i Goti e i Bizantini. Anche i Longobardi ebbero un ruolo attivo in quanto, dopo la loro conversione alla religione cristiana, divennero addirittura benefattori del luogo: il loro legame con San Michele Arcangelo fece sì che il colle a lui intitolato divenisse poi il fulcro su cui sorse la cittadina cilentana. Il legame più stretto però con Castellabate è riconducibile a san Costabile Gentilcore, uno degli abati della Badia di Cava. Costui si occupò di costruire il castello di Sant'Angelo, poi completato dal suo successore, e l'avvenimento portò al toponimo della città: "Castrum abbatis" da cui si originò Castellabate. Nel corso del tempo il castello fu un ottimo presidio tanto che, come feudo della Chiesa, arrivò a comprendere numerosi casali cilentani. Tante le vicissitudini che tormentarono il castello, che da baluardo cattolico passò a fortezza laica, fin quando giunse nelle mani dei Sanseverino nel XV secolo e, successivamente, diversi feudatari se ne contesero il possesso. Nel corso dell'Ottocento, Castellabate fu scelta dall'ammiraglio William Sidney Smith che provò a fomentare la rivolta della popolazione contro Napoleone ma con scarsi risultati, nel 1828 e nel 1848, invece, il territorio divenne teatro dei moti borbonici a cui presero parte molte famiglie in vista. In epoca più recente, durante il primo conflitto mondiale, la cittadina restò incolume mentre ben altra sorte ebbe nella Seconda Guerra Mondiale quando fu scelta come luogo di approdo per l'operazione Avalanche. A partire dagli anni Settanta ha avuto inizio un'autentica rivoluzione urbana che ha trasformato Castellabate da piccolo centro a località turistica di notevole attrattiva. Il comune cilentano è noto soprattutto per essere stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità grazie alla natura vergine e alla limpidezza delle proprie acque: il mare di Castellabate presenta specie ittiche rare ma anche una vegetazione rigogliosa, come il mirto, il ginepro, l'ulivo e il giglio bianco selvatico, propria del gradevole clima di questa terra. La roccia costiera, denominata flysh cilentano, comporta stratificazioni dovute ai moti erosivi, propri del clima e, tra le più suggestive, si segnala lo scoglio della principessa saracena a cui è legata la leggenda secondo cui la nobile Ermigarda si suicidò per unirsi all'amato pescatore Octavio: il dio Nettuno allora, mosso a pietà per il loro amore, li trasformò in due rocce. L'architettura di stampo religioso mostra numerosi luoghi di culto tra cui si annoverano la chiesa di San Giovanni, edificata nel 957, e la cui campana venne gettata in mare dai Saraceni per impedire che la loro imbarcazione affondasse. Di grande gusto è anche la Basilica Pontificia di Santa Maria de Giulia che vanta un'architettura romanica e le cui origini risalirebbero persino al XII secolo. Molti anche i palazzi nobiliari come quello appartenuto alla famiglia Belmonte, sorto inizialmente come casino di caccia e poi trasformato in residenza e il Palazzo De Angelis, costruito interamente in pietra cilentana. Inoltre, presso Palazzo Granito, che ha una magnifica vista su punta Licosa, Carlo di Borbone soleva trascorrere le sue vacanze. Il turista che si reca a Castellabate potrà anche rivivere le atmosfere medievali grazie al borgo sul colle di Sant'Angelo dove è situata una terrazza da cui ammirare il Golfo di Salerno, l'isola di Ischia e quella di Capri. Il borgo nasconde fortezze e sotterranei utilizzati dalle genti dell'epoca per sfuggire agli attacchi degli invasori ma anche le torri di Castellabate, sorte per tenere d'occhio le incursioni saracene, rappresentano una ricchezza architettonica di notevole valore. Il comune conserva inoltre una necropoli che ha accolto principalmente naufraghi veterani della Classis Misenensis: diversi gioielli di squisita fattura sono venuti alla luce ma anche oggetti di uso comune e amuleti utilizzati per riti contro il malocchio. Il viaggiatore che vorrà immergersi nelle acque di Castellabate non potrà esimersi da una gita presso le tante calette naturali ma, altrettanto affascinante, è lo spettacolo offerto dal Parco Naturale del Cilento e del Vallo di Diano dove i percorsi celano meraviglie botaniche difficilmente riscontrabili altrove. Infine, è d'obbligo una tappa presso la già menzionata punta Licosa: sotto il pelo dell'acqua convivono i resti, ancora oggi visibili, della città greco-romana che portava il suo nome. Castellabate, inoltre, è stata scelta come set cinematografico da molti registi, basti pensare a Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, di Luca Miniero, pellicole che hanno avuto il pregio di portare alla ribalta la splendida realtà cilentana e, soprattutto, la sincera cordialità della gente del Sud. La visita a Castellabate non può che concludersi gustando le tante specialità gastronomiche come gli scauratielli, zeppole dolcissime, o le nocche, con crema o cioccolata e, ancora, il sanguinaccio dolce e i fichi impaccati. Storia, natura, panorami da sogno e sapori gustosi di un tempo, tutto questo corrisponde unicamente al nome di Castellabate, un piccolo centro marittimo nel Mediterraneo che sa come conquistare il visitatore passo dopo passo.
 
   
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