Tradizioni, San Michele alle Grottelle tra paganesimo e cristianesimo
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Padula. Il culto padulese di San Michele alle Grottelle si inserisce a metà strada tra la tradizione di stampo religioso e quella di epoca pagana dando così vita ad una storia di grande suggestione. Il santuario vero e proprio sorge in prossimità dell'antica Cosilinum, ovvero l'insediamento risalente al XII secolo a.C., un territorio in cui il culto del dio Attis e quello dell'Arcangelo Michele si intersecano grazie a numerose analogie: entrambe le figure infatti hanno un fortissimo legame con la morte e con la vita e con il conseguente aspetto della risurrezione e dell'immortalità; anche i loro caratteri fisici le accomunano, infatti sia Attis che San Michele vengono raffigurati come due giovani dalla fisionomia delicata e quasi priva di caratteri sessuali ben definiti, è facile quindi intuire come il culto pagano sia poi così confluito in quello cristiano. La consacrazione del territorio di Padula a San Michele Arcangelo sembra sia avvenuta addirittura negli anni dell'impero di Costantino e molti elementi del culto odierno mostrano analogie con quelli osservati in epoca romana, ad esempio l'abitudine di festeggiare il santo nel corso di una delle prime tre domeniche del mese di Giugno. Il santuario vero e proprio dedicato a San Michele è costituito da una grotta circoscritta da una parete in muratura su cui prendono posto due finestre di stampo moderno. Per accedere alla grotta si oltrepassa un cancello che si apre su una zona terrazzata dove in una cavità rocciosa, sulla sinistra, sono stati rinvenuti affreschi risalenti al XIV secolo d.C. raffiguranti la Vergine Maria. All'interno della grotta vera e propria vi è la tomba dell'abate Bernardino Brancaccio ma ciò che maggiormente attira l'attenzione è la raffigurazione di Santiago de Compostela ben protetta da un'edicola votiva che difficilmente viene notata dal pellegrino a causa di un altare del secolo scorso che la copre quasi del tutto. In fondo all'edicola menzionata vi è anche una raffigurazione del Cristo mentre sui due lati del santuario sono rappresentati due santi, di cui si ignora il nome, ma si può affermare con certezza che vi sia anche un'effigie di San Lorenzo notoriamente legato alla Certosa padulese. I festeggiamenti attuali hanno solitamente inizio a partire dal giorno precedente alla solennità vera e propria attraverso dei fuochi pirotecnici e, come già anticipato, il culto di San Michele alle Grottelle viene celebrato nella terza domenica del mese di Giugno. La mattina della festa vi è una prima messa che ha luogo in paese e, subito dopo, i pellegrini iniziano la salita che li condurrà sull'altura dove è situato il santuario. In realtà la distanza non è eccessiva ma le Grottelle non sono visibili da Padula poiché collocate più in basso rispetto al santuario di San Sepolcro che, invece, è ben visibile dal paese; la statua di San Michele che viene condotta in processione è in pietra e di dimensioni piuttosto ridotte dato che raggiunge all'incirca il metro di altezza. Il corteo sacro si dirige verso il già citato santuario di San Sepolcro, lo aggira e poi ritorna alle Grottelle. I pellegrini sono soliti recare sul proprio capo i "cinti", composizioni realizzate con candele anche in occasione della processione di San Francesco e che poi vengono offerte in dono a San Michele. Giunti finalmente sull'altura, i presenti assistono alla messa solenne e, al termine, ha nuovamente luogo uno spettacolo pirotecnico. Un'altra curiosità riguarda l'usanza che solitamente si verifica ogni 50 anni: la statua in pietra dell'Arcangelo viene condotta dal santuario delle Grottelle fino in paese nel mese di Maggio soggiornando all'interno della Chiesa Madre intitolata, appunto, a San Michele, patrono di Padula; dopo un mese, la terza domenica di Giugno, il simulacro risale in processione tornando alla grotta a lui consacrata. La ricorrenza è particolarmente sentita dai padulesi, infatti la festività di San Michele alle Grottelle è un'occasione non soltanto per riscoprire il proprio credo religioso attraverso la preghiera ma anche per rinsaldare i rapporti con i propri concittadini. Il culto micaelico appare come un diretto discendente di antichi culti pagani, a dimostrazione che l'altura delle Grottelle ha una storia ben precisa alle sue spalle che ha saputo reinventarsi, continuando ad esercitare un profondo fascino sull'uomo.
 
   
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