Donne e Pallone, Eleonora De Felicis: "Roma, una passione senza confini"
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Roma. Donne e pallone. Un binomio tanto discusso (vedi ultime dichiarazioni dell'ormai ex trainer del Milan Sinisa Mihajlovic) ma altrettanto affascinante. E se alla competenza, al tifo, alla passione ci si unisce anche l'estetica il risultato non potrà che essere esplosivo. Per approfondire l'argomento abbiamo pescato nuovamente nella rinomata kermesse capitolina Miss Tifosa Romanista che lo scorso marzo ha incoronato Alice Frangini nuova reginetta davanti a Marco Del Vecchio e gli attuali romanisti Zukanovic, Nura e Umar Sadiq. Come spesso accade, oltre alla vincitrice, l'attenzione ricade anche su altre partecipanti che con umorismo e simpatia si mettono in gioco covando tanti spunti interessanti. E' il caso di Eleonora De Felicis, tra le quattordici finaliste del concorso patrocinato dal Roma Club Utr (Onlus) Donne in Giallorosso, che ha ripercorso ai nostri taccuini le tappe salienti di una passione senza fine: "Inevitabilmente i primi ricordi legati al calcio ed alla Roma sono di marchio familiare. Mio papà ha frequentato per anni la curva Sud e con lui ho iniziato a frequentare l' "Olimpico" spaziando da un settore all'altro, conoscendo così in maniera tanto variegata quanto omogenea i vari aspetti del tifo con annesso abbonamento". La giovane tifosa ha avuto modo di incrementare il suo interesse complici i grandi successi giallorossi nel vivo della sua adolescenza: "I primi flash sono inevitabilmente correlati all'anno dello scudetto con un'ammirazione particolare nei confronti di Montella ed ovviamente del grande Fabio Capello.
Le immagini di quel Giugno del 2001 (contrapposte sul versante negativo alla sconfitta nel derby in finale di Coppa Italia il 2014) suscitano sempre emozioni forti, specie ore che le cose non vanno proprio come dovrebbero - prosegue Eleonora - Non sono tanto soddisfatta del comportamento del tecnico, preferisco ricordare con molto più piacere il primo Spalletti prima del suo trasferimento in Russia. Il caso Totti o meglio la sua mala gestione è emblematico: problemi ce ne sono stati e ce ne saranno come in altre piazze più o meno calde ma le tempistiche di uscita e le annesse polemiche dimostrano come che la struttura principe non è salda come un tempo. Personalmente non mi schiero ma sono contraria all'americanizzazione societaria, mi rendo conto che è obiettivamente difficile tornare ai tempi del primo Franco Sensi ma ciò che conta è la Roma, non tutti lo capiscono. Il terzo posto? Non è ancora finita, staremo a vedere".
 
Ritornando, invece, al nocciolo della questione tifosi, Eleonora riprende a ruota libera: "Mi schiero sempre o quasi dalla parte della tifoseria, condividendone l'atteggiamento di protesta sulle questioni più pressanti quali stadio, trasferte, tessere e quant'altro ma senza dimenticare che il bene primario è la maglia e chi la disonora con qualsiasi atteggiamento non è tifodo. Tifosa doc? Si, possiamo dirlo. Basti pensare alle ristrettezze ai rapporti con i laziali, alla passione viscerale nell'aggiornarsi attraverso internet e radio, nel seguire il live quando non posso seguire la squadra allo stadio o in tv. Ho avuto la fortuna di incontrare in città i vari De Rossi, Cassetti, Florenzi e anche Totti ma il mio sogno sarebbe quello di trovarmi Nainggolan davanti agli occhi. E in ogni caso non mi fermo al calcio avendo praticato kick boxing e amando molto la palestra".
 
Un breve ma intenso excursus per poi riportare l'attenzione sull'argomento donne e pallone: "Ho letto un annuncio della manifestazione e sono stata subito incuriosita, spinta naturalmente dall'amore per i colori giallorossi e un feeling con il mondo della moda attraverso esperienze nel settore delle acconciature grazie alle attività di mio padre. Dopo la presentazione fotografica e curriculare sono stata selezionata per Miss Tifosa Romanista di cui conserverò sempre ottimi ricordi, soprattutto per il clima familiare e socievole creato che mi lascia in eredità nuove amicizie anche a distanza come ad esempio la veneta Eleonora Desole. Insomma un contesto genuino dove all'arrivismo di qualcuna prevale un dinamico aspetto giocoso che va al di là della vittoria e non può non prescindere da un'unica, grande, fede". Perchè nella vita si può cambiare la macchina, la casa, la moglie o il marito ma mai la squadra del cuore!
 
Ringraziando Eleonora De Felicis per la cordiale disponibilità, le auguriamo di raccogliere professionalmente e umanamente quanto da lei desiderato.
Author: Davide Maddaluno

 
   
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