Narrativa, "Lucertola" di Banana Yoshimoto
yoshimotobanana64
Fonti Foto
Desiderate approcciarvi ad una lettura piacevole ma che al tempo stesso vi faccia riflettere sui temi salienti dell'esistenza umana? Allora "Lucertola" di Banana Yoshimoto potrebbe fare al caso vostro. Pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice Feltrinelli nel 1995 ma risalente a due anni prima, il volumetto consta di sei piccoli racconti indipendenti l'uno dall'altro. Il primo, dal titolo "Giovani sposi", affronta le difficoltà di una coppia dal punto di vista dell'uomo: il ragazzo, pur avendo al suo fianco una moglie premurosa ed innamorata, inizia in metropolitana una singolare conversazione con una misteriosa donna e l'incontro gli offrirà spunti molto interessanti per scavare nel suo io più profondo. "Lucertola", che dà anche il titolo al libro, affronta la relazione di due giovani legati da un denominatore comune, entrambi infatti hanno subito uno choc negli anni dell'infanzia riuscendo però a superarlo e diventando due adulti consapevoli. Nel racconto "Spirale", sempre narrato dal punto di vista maschile, si analizza di nuovo il rapporto tra un uomo ed una donna, un rapporto apparentemente ben bilanciato, ma nel corso della lettura i due comprenderanno cosa realmente manchi per rendere salda la coppia. "Sogno con Kimchee" trae il suo titolo da un piatto tipico della cucina giapponese. Per la prima volta nel libro è una donna a narrare la sua esperienza di vita: apprendiamo così che la coppia protagonista si è originata da una precedente relazione extraconiugale, un passaggio basilare questo che aiuta il lettore a capire i dubbi, le paure e le speranze di chi parla. In "Sangue e acqua" troviamo Chicako, giovane che ha vissuto l'infanzia e l'adolescenza all'interno di una setta. La protagonista ha sete di conoscere il mondo esterno, una realtà che cela insidie ma anche eccitanti novità in cui Chicako riesce però a districarsi con grande maturità. In "Strana storia sulla sponda del fiume" incontriamo Akemi, una giovane donna che in passato ha vissuto una vera e propria dipendenza dal sesso. Attraverso un percorso di rinascita che la costringe anche a confrontarsi con un trauma infantile di cui non aveva conoscenza, la ragazza rimette insieme la propria vita ottenendo la serenità che le mancava.
 
La Yoshimoto è un'autrice davvero nota nel nostro Paese e lei stessa non perde occasione per manifestare il proprio sincero amore nei confronti dell'Italia. Banana, pseudonimo scelto dalla scrittrice il cui vero nome è Mahoko, è stata profondamente influenzata da autori come Stephen King e Truman Capote: il suo esordio letterario risale al 1988 con "Kitchen", che ottenne subito un ottimo successo di pubblico, senza dimenticare le due trasposizioni televisive in Cina ed in Giappone. Discordanti, invece, i pareri nei confronti di "Tsugumi", considerato da alcuni come un lavoro superficiale e dozzinale mentre altri reputano il libro come un'analisi efficace sulla gioventù giapponese. Forse non può considerarsi un pilastro della letteratura mondiale ma è innegabile che Banana Yoshimoto sia riuscita a conquistarsi il consenso di una porzione importante di estimatori in numerosi paesi del mondo come testimoniano i prestigiosi riconoscimenti nipponici che le sono stati tributati nel corso degli anni. Lo stile dell'autrice, semplice nel linguaggio ma denso di spunti di riflessione, risulta di grande impatto, Banana infatti riesce con poche frasi ad illustrare una situazione complessa ed articolata. I contenuti dei suoi lavori, in alcune circostanze, si distinguono per una diffusa spiritualità, addirittura si percepisce un'atmosfera magica. In particolare i racconti presenti in "Lucertola" vedono protagonisti uomini e donne che devono intraprendere importanti cambiamenti nelle proprie vite o affrontare eventi passati che li hanno però segnati nel profondo. A fare da sfondo la città di Tokyo, una metropoli ricca di opportunità ma a tratti famelica con chi la abita mentre i personaggi del libro hanno bisogno di ritagliarsi uno spazio per sé, quasi una bolla dove poter analizzare il proprio io in preda a grandi mutamenti. Ogni racconto racchiude un percorso di rinascita, talvolta un monito per il lettore che magari sta vivendo un'esperienza analoga. Le pagine di "Lucertola" sono come una carezza leggera, un abbraccio affettuoso che aiuta a comprendere quanto gli esseri umani siano più simili di quanto si immagini.
 
   
Articolo contenuto in
SU LETTURE POTREBBERO INTERESSARTI
   
AGGIUNGI UN COMMENTO O SCRIVICI A redazione@irno.it
 
SEGUICI SU FACEBOOK E NON PERDERTI LE ULTIME NOTIZIE