Romanzi, "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
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Sin dalla sua prima edizione, risalente al 1960, "Il buio oltre la siepe" conquistò il consenso mondiale e, anche a distanza di oltre 50 anni, gli insegnamenti e gli spunti di riflessione offerti da questo romanzo non accennano ad estinguersi. In Italia il successo editoriale di Harper Lee è stato pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nella collana Universale Economica: siamo negli anni Trenta a Maycomb, tranquilla cittadina dell'Alabama dove vive l'avvocato Atticus Finch, vedovo e con due figli di 8 e 12 anni che sono cresciuti orfani della madre. Scout e Jem possiedono due intelligenze vivaci e curiose, adorano il padre e la domestica Calpurnia, una nera che incarna quella figura materna venuta a mancare troppo presto. La quotidianità dei due bambini viene però scossa quando il padre assumerà la difesa legale di Tom Robinson, un afroamericano accusato ingiustamente di violenza sessuale e che sarà condannato nonostante l'evidente complotto ordito alle sue spalle. Atticus, esempio di rettitudine e moralità fuori dal comune, sarà preso di mira da Bob Ewell, padre della presunta vittima, che arriverà persino ad aggredire i due piccoli Finch ma un aiuto inaspettato ribalterà la situazione. La storia è narrata in prima persona da Scout, una bambina poco incline ai divertimenti femminili che sa farsi valere non solo con le parole ma, se necessario, anche alzando le mani mentre Jem è in bilico tra l'infanzia e l'adolescenza, è ancora attratto dalle scorribande con la sorella ma subisce il fascino dell'età più matura. Atticus è la personificazione dell'onestà, ha saputo tirar su i due bambini inculcando loro il rispetto verso il prossimo, a prescindere dal colore della pelle, e i ragazzi hanno assorbito gli insegnamenti del padre come delle spugne, mostrando una consapevolezza impressionante rispetto alla loro giovane età.
Come già anticipato, il romanzo ebbe un successo straordinario sin da subito tanto che a distanza di soli due anni dalla sua pubblicazione fu realizzata la trasposizione cinematografica diretta da Robert Mulligan con Gregory Peck nei panni di Atticus: l'interpretazione valse a Peck l'Oscar come migliore attore protagonista ma la lista dei riconoscimenti ottenuti dalla pellicola è ben più lunga. Il film ricalca fedelmente la trama di Harper Lee tanto che non si faticherà a vedere sullo schermo le ambientazioni ed i personaggi che hanno affollato la mente del lettore. Gregory Peck non ha poi bisogno di presentazioni, sa confermarsi quel mostro sacro che tutti conoscono e riesce a rendere tangibili la sensibilità e la rettitudine morale proprie di Atticus. Il film di Mulligan entra a pieno titolo nell'olimpo hollywoodiano del cinema e continua a commuovere nonostante il trascorrere degli anni. "To kill a mockingbird", questo il titolo originale dell'opera, educa senza sconfinare nella pedanteria: Atticus è un padre ineccepibile, pone dei limiti ai suoi bambini ma non fugge dinanzi alle domande scomode, anzi, stimola i suoi figli a riflettere e a comprendere la realtà non solo per come essa si presenta dinanzi ai loro occhi, ma mettendosi nei panni di chi ha agito in un modo che confonde. Il tema del razzismo, ancora così terribilmente attuale, è visto attraverso la sensibilità di Jem e Scout che, privi di qualsiasi filtro imposto dagli adulti, soffrono nel vedere le infamanti accuse subite da Tom Robinson ma non tutti sono come loro e come il padre, infatti la verità, pur essendo palese, sarà ignorata perché così ha scelto una giuria connivente e spietata.
C'è chi accusa la Lee di aver scritto un romanzo melenso e con una suddivisione dei buoni e dei cattivi troppo netta e irreale ma si tratta di detrattori che vengono messi in ombra da quanti, ancora oggi, si commuovono dinanzi a pagine dense di autentico lirismo. Lo stile scrittorio è asciutto, privo di fronzoli ma curato nelle descrizioni e incalzante tanto che staccarsi dal libro risulta davvero complicato; è un percorso emozionale quello che il lettore affronta, riscoprendo una parte di sé che l'età adulta, i preconcetti e le brutture della vita hanno sopito. Tante le curiosità legate all'opera, a partire dal titolo americano che si riferisce all'ingiustizia nell'uccidere un povero usignolo mentre il titolo italiano pone l'accento su quanto l'uomo sia spaventato da tutto ciò che esula dalla sua comfort zone. Harper Lee ha tratto ispirazione soprattutto dal padre e da Truman Capote, amico di una vita, per vergare le sue pagine e nonostante gli studi in legge che le valsero un ottimo impiego scelse di abbandonare il lavoro per dedicarsi totalmente alla sua creatura letteraria. L'autrice, così come Umberto Eco, è scomparsa lo scorso 19 febbraio ma non ha lasciato orfani i suoi lettori, infatti nel novembre del 2015 è stato pubblicato "Va', metti una sentinella", prosieguo de "Il buio oltre la siepe" ambientato però 20 anni dopo. Atticus, Scout e Jem ci insegnano che recuperare la nostra dimensione umana è possibile, basta spogliarsi dei preconcetti, delle paure e della cattiveria gratuita che a volte agitano i nostri cuori distraendoci dalla dolce semplicità dei buoni sentimenti.
Author: Francesca Salvato

 
   
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