Gialli, "I delitti della Rue Morgue" e "Il mistero di Marie Roget" di Poe
edgarallanpoe49
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Considerato, a ragione, il padre fondatore del genere poliziesco e del giallo a sfondo psicologico, Edgar Allan Poe possedeva una personalità che, a distanza di oltre 150 anni dalla sua morte, presenta ancora molte luci ed ombre. Due dei suoi racconti più celebri, "I delitti della Rue Morgue" e "Il mistero di Marie Roget", ripubblicati recentemente dalla casa editrice Giunti nella collana Classici, mettono in risalto le abili capacità di Auguste Dupin, gentiluomo francese caduto in bassa fortuna ma dotato di una mente ingegnosa. Ne "I delitti della Rue Morgue" la città di Parigi è sconvolta dal duplice assassinio di Madame L'Espanaye e di sua figlia Camille: ad accorrere nell'appartamento, dopo aver udito le urla strazianti delle vittime, sarà una folla di curiosi accompagnata dalla polizia. Lo scenario che si presenta dinanzi ai loro occhi è atroce, il cadavere dell'anziana è stato infatti lanciato nel cortile interno della casa e presenta la gola recisa mentre il corpo della figlia, che è stata strangolata, è incastrato nella canna fumaria del camino. Chi avrà compiuto un omicidio così efferato? La polizia brancola nel buio più totale mentre Auguste Dupin dimostrerà di condurre le indagini utilizzando un metodo minuzioso ed analitico, che gli consentirà di individuare il sorprendente assassino delle due donne. "Il mistero di Marie Roget" trae invece spunto da un vicenda realmente accaduta e che Poe rielabora in alcuni punti. Anche stavolta siamo dinanzi ad un omicidio e la vittima è una giovane di bell'aspetto che vive con la madre, anziana e con problemi di salute. La 22enne, Marie Roget appunto, uscirà di casa alle 9 di una domenica mattina sostenendo di andare a fare visita ad una zia ma la madre, gli amici ed il fidanzato non avranno più alcuna notizia di lei. Dopo pochi giorni, nella Senna, verrà ritrovato il corpo sfigurato e violentato di una ragazza che ha gli abiti indossati da Marie proprio il giorno in cui è scomparsa. Si tratta di lei? Anche in questo caso la polizia mostra evidenti difficoltà nelle indagini tanto che gli inquirenti si vedranno costretti ad interpellare nuovamente, pur malvolentieri, Dupin, il quale, inutile dirlo, mostrerà ancora una volta le sue eccellenti qualità. A differenza del primo caso, ora Dupin si baserà su quanto riportato dai quotidiani parigini per indagare sul delitto, accettando o smontando le tesi palesate dalla carta stampata. Non si avrà l'individuazione del colpevole poiché, non solo il mistero della giovane statunitense a cui si ispira la trama non era stato ancora risolto quando il racconto fu pubblicato, ma anche perché Poe, non trovandosi a New York, non potette cogliere al meglio i dettagli utili alla corretta risoluzione della vicenda. Passando ai giudizi più strettamente personali, ritengo che siamo di fronte ai racconti meno riusciti di Poe. Innanzitutto l'impostazione del plot porta a distogliere piuttosto facilmente l'attenzione del lettore dato che lo scrittore si abbandona per molte pagine alle lodevoli qualità di Dupin o, ancora peggio, all'analisi del metodo adottato dal cervellotico gentiluomo francese. C'è quasi un compiacimento morboso ed uno sfoggio delle facoltà mentali di Dupin che, in tutta franchezza, poteva essere illustrato in poche righe con un'efficacia di gran lunga maggiore. Si tratta comunque di due racconti di notevole fascino e va riconosciuto all'autore l'indubbio merito di aver creato un genere letterario che ha fatto da apripista ad una lunghissima e fortunata serie di opere successive. L'esistenza di Poe influenzò considerevolmente il contenuto dei suoi lavori, basti pensare al suo notorio squilibrio nervoso causato da una vita alquanto dissipata e innaffiata da fiumi di alcol. Ciò non toglie che lo scrittore possedesse anche qualità singolari come una ferrea memoria e la capacità di rendere al meglio l'aspetto psicologico dei suoi personaggi, facendo vivere spesso la vicenda dal punto di vista dell'assassino. Poe è profondamente convinto che l'intelligenza umana, se opportunamente sfruttata, può arrivare ovunque ma, al tempo stesso, è inspiegabilmente attratto dal fascino del mistero e dall'abisso che esso comporta, provando una sorta di malsano piacere nel perdersi in esso. In pochi sanno che l'autore statunitense era caratterizzato da una poliedricità letteraria notevole, basti pensare che le influenze maggiori per i suoi lavori gli giunsero dai classici greci e latini e che recensì persino "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, sottolineandone i pregi stilistici e la potenza comunicativa soprattutto per l'epoca. La fortuna non arrise a Poe mentre era in vita, ci troviamo infatti dinanzi ad un autore che è stato adeguatamente rivalutato solo a posteriori ma, al di là dei giudizi meramente soggettivi a cui ognuno di noi può indulgere, restano insindacabili il suo talento e la sua originalità e se a distanza di circa due secoli la sua stella brilla ancora nel firmamento letterario internazionale c'è di sicuro un valido motivo.
Author: Francesca Salvato

 
   
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