Saggi, "La bellezza e l'inferno" di Roberto Saviano
la_bellezza_e_linferno1"Mi piego ma non mi spezzo" è solito dire il temerario davanti alle avversità. Stavolta è il caso di affermare il contrario, "mi spezzo, ma non mi piego", ma con un senso differente. Perché al giovane Roberto Saviano qualcosa è stato spezzato: le ali, la libertà fisica che prima gli permetteva, e durante la preparazione del suo primo libro, 'Gomorra', di andare in giro, prendere appuntamenti, chiacchierare, indagare, infiltrarsi, chiedere informazioni senza una schiera di militari intorno. Eppure lo scrittore, nato a Napoli nel 1979, non si è piegato alle minacce dei camorristi. Ha continuato a scrivere un secondo libro di denuncia: "La bellezza e l'inferno". Si tratta di una raccolta di scritti non molto lunghi, che affrontano tematiche si scottante attualità, alternati ad altre realtà della vita quotidiana che hanno colpito nel profondo lo scrittore.Si parla del successo di Gomorra a Cannes vissuto da Saviano in prima persona, ma anche dei giovani pugili di Marcianise, tra cui è emerso il campione Clemente Russo, che danno pugni al sacco ogni giorno con la rabbia di chi cerca una vita diversa in un territorio critico; c'è la storia del ‘piccolo' giocatore del Barcellona Messi o quella di un altro piccolo grande musicista, Michel Petrucciani. E altre storie di quelli che definiremmo eroi contemporanei, da Giancarlo Siani ad Anna Politkovskaia.E neanche a farlo apposta c'è uno scritto, realizzato l'anno scorso, sul terremoto in Abruzzo dell'aprile 2009: una preoccupata denuncia per quel che riguarda il post- terremoto, sul pericolo assoluto di speculazioni e sull'arrivo di personaggi che lì non dovrebbero esserci, che affondano i loro artigli nella sofferenza e nella disperazione altrui.In ogni scritto, e dunque in ogni realtà analizzata, Roberto Saviano vuole coglierne la bellezza, che coincide con il coraggio, la passione, l'altruismo, con tutti i sentimenti autentici e disinteressati. Bellezza che è maggiormente intensa laddove l'oppressione dell'inferno rende la vita invivibile.Si sente che dopo ‘Gomorra' qualcosa è stato soffocato. Si sente la sofferenza e la rabbia dell'uomo, del ragazzo, che ha pagato un prezzo altissimo per aver voluto raccontare quello che nessuno aveva finora raccontato; si sente che la ferita brucia, ma anche che nonostante la situazione assurda che Saviano è costretto ad affrontare non vuole morire la voglia di scrivere e di essere liberi almeno attraverso la scrittura.Infatti ciò che colpisce più di tutto è la prefazione; inconsueta e incontrollata è la sincerità dello scrittore, che parla a cuore aperto e che confessa quanto abbia sofferto e quanto stia soffrendo, non tanto per la scorta e per una vita che molti non saprebbero affrontare, ma per le critiche superficiali di persone insospettabili che dovevano stare dalla sua parte. Un po' come il proverbio dei parenti e delle scarpe: più sono stretti e più fanno male. Bruciano di più le pugnalate del nemico insospettato che i colpi dell'avversario dichiarato.
 
INFO LIBRO: "La Bellezza e l'Inferno,scritti 2004 - 2009" di Roberto Saviano - Ed. Mondadori, 2009
 
   
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