Narrativa, "Donne" di Andrea Camilleri
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Noto al grande pubblico per essere il padre letterario del commissario siculo Salvo Montalbano, questa volta Andrea Camilleri stupisce tutti e propone un lavoro esclusivamente incentrato sul mondo femminile, dal titolo "Donne", pubblicato dalla casa editrice Rizzoli. Procedendo in ordine alfabetico, l'autore racconta alcuni episodi significativi che, nel corso della sua vita, gli hanno permesso di relazionarsi con le donne; Camilleri riporta anche vicende che gli sono state riferite, limitandosi però ad essere un mero cronista. L'autore sottolinea subito che il suo intento non è quello di esprimere giudizi, nel bene o nel male, egli desidera essere solo uno strumento, un tramite tra il lettore e queste affascinanti creature che per molti versi restano ancora misteriose. Così Camilleri racconta di una sua cotta adolescenziale, del primo personaggio femminile incontrato sui libri divorati da fanciullo, della popolana svergognata che viene additata da tutti ma che dimostra coraggio e carisma invidiabili, della straniera maniaca della pulizia che tenta di sedurlo ma che è vittima delle proprie ossessioni, della sudamericana che si mostra spregiudicata ma che in realtà cela un gran cuore, della giovane siciliana che vive la sua storia d'amore attraverso gli sguardi e che aspetterà l'amato per oltre 40 anni prima di vedere coronato il suo sogno romantico, della manager di successo intrappolata in un matrimonio ormai finito. Le donne che si incontrano in queste pagine sono messe a nudo con i loro pregi e difetti, si materializzano grazie alla penna dell'autore che appare quasi come un demiurgo nel plasmare tante creature così differenti ma anche così simili tra loro. Inoltre, lo scrittore trae ispirazione da tutte loro per dare vita alle tante donne che nel corso del tempo hanno dialogato con il commissario Montalbano, dimostrando che la vita privata dell'autore e quella dell'uomo di legge sono molto più simili di quanto si pensi. A Camilleri non interessa compiere un viaggio nella psiche complicata e affascinante dell'individuo femminile, chi immagina di cogliere significati reconditi o messaggi subliminali resterà deluso: lo scrittore vuole soltanto offrire una sorta di "catalogo delle donne" che strizza l'occhio – seppure con altri intenti – al celebre Catalogo delle Donne scritto dall'autore greco Esiodo, solo che questi indulge sull'analisi delle dee mitologiche mentre Camilleri pone sulla pagina la donna mortale. L'autore non ricorda più se gli avvenimenti narrati siano realmente accaduti o se, in alcuni casi, siano frutto della sua fantasia, certo è che il lavoro appare avvincente ed ha il pregio di essere una lettura agevole ma, al contempo, non scontata né tantomeno puerile. Il tocco di Camilleri è leggero, ironico, a tratti commovente e affettuoso, il libro si legge con piacere e l'attenzione del lettore si mantiene sempre elevata: a volte scappa un sorriso, altre una vera e propria risata ma non mancano i momenti per riflettere amaramente e fare confronti tra la società odierna e quella che si è lasciata alle spalle solo pochi decenni fa. Nelle considerazioni finali Camilleri espone con chiarezza le motivazioni che lo hanno spinto a redigere questo insolito volume, mostrando una sensibilità che non è facile scorgere all'apparenza ma che denota un grande rispetto ed una profonda considerazione per il gentil sesso. Camilleri ama la donna in quanto creatura complessa e affascinante e ne coglie le sfumature più recondite offrendo al lettore un saggio completo e accattivante: una panoramica così variegata non è affatto semplice da reperire ma dal creatore del commissario più famoso d'Italia non ci si poteva di certo aspettare un'indagine superficiale.
 
   
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