Classici, "Storia di una capinera" di Giovanni Verga
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"Storia di una capinera" è un romanzo epistolare scritto da Giovanni Verga, noto esponente del Verismo italiano, tra il Giugno e il Luglio del 1869. La storia è quella di Maria, giovane donna, orfana di madre e costretta dall'età di 7 anni a vivere in convento e destinata a diventare monaca di clausura. A causa di una diffusa epidemia di colera, che colpisce Catania nel 1854, lascia temporaneamente la sua celletta e viene portata nella campagna di Monte Ilice, dove può finalmente vivere con il padre, la matrigna e la sorella e il fratellastro. Durante quel periodo Maria scopre la vita, scopre quello che c'è al di fuori del convento. Scopre la natura, la libertà, l'amore. Durante il suo soggiorno a Monte Ilice, conosce la famiglia Valentini, Nino in particolare. Maria parla a Marianna, sua amica di penna, di questa conoscenza e senza quasi rendersene conto ammette di essere innamorata di Nino. Nonostante questo amore sia corrisposto, non può essere vissuto: lei è destinata a diventare suora e non può lasciare tutto per seguire il suo cuore. Questa presa di coscienza getta Maria nel più nero sconforto, fino ad arrivare a pensare di voler morire piuttosto che provare quel sentimento. Questi pensieri "peccaminosi", del tutto inopportuni per una suora, le straziano l'anima. Passata l'epidemia di colera, Maria è costretta a ritornare in convento e di lì a poco scopre che sua sorella sposerà il suo amato Nino e che i due abiteranno proprio di fronte a lei. Questa notizia la distrugge fisicamente e psicologicamente, fino a portarla alla follia, fino a condurla alla morte, ma nonostante questo non riesce a smettere di amare, e allora si confessa, prega intensamente e si punisce digiunando e mortificandosi. Il suo cuore di lì a poco si ferma, il corpo si spezza sotto il peso di un'emozione troppo forte perchè possa sopportarla. Maria muore baciando le foglie di rosa che Nino le aveva lasciato sul davanzale, quando il loro addio era stato un bussare mesto alla finestra e un leggero colpo di tosse. Un romanzo intenso, profondo, forte, ricco di emozione. La sofferenza vissuta da Maria è talmente forte che sembra essere la nostra. Pagina dopo pagina non è possibile non immergersi nella profondità del personaggio, la "capinera" in gabbia, timida e triste che non riusciva a ribellarsi al volere della sua famiglia.
 
   
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