Fumetto d'Autore, "Una ballata del mare salato" di Hugo Pratt
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Ha una barba lunga ed incolta, è a torso nudo e legato ad una zattera che lambisce le acque novembrine del Pacifico: è in queste condizioni, piuttosto insolite per il personaggio, che "il Maltese" fa la sua prima apparizione nel lontano 1967, ne "Una ballata del mare salato" (primo appuntamento del Piano "Tutto Pratt", in collaborazione tra Corriere della Sera/Gazzetta e Rizzoli Lizard), all'inizio di un viaggio che avrebbe segnato in un modo o nell'altro la storia della letteratura a fumetti. A recuperarlo è il miglior nemico di sempre, al soldo, come lui stesso, del misterioso "Monaco" della introvabile isola di Escondida: quel Rasputin, pirata pazzoide e sanguinario, disertore dell'esercito zarista quando per la prima volta lo conobbe, anni addietro in Manciuria, durante la Guerra russo-giapponese, al centro di una intricata trama fotografata da un reporter di guerra di nome Jack London. Destino insolito, per Corto, quello di essere soltanto "un personaggio" e non ancora il protagonista dell'indimenticata saga di Hugo Pratt, proprio nella puntata più conosciuta e senza dubbio una tra le più intriganti della sua epopea cosmopolita e liberertaria. Forse perché al centro della vicenda si snoda la complessa matassa dei cugini Groovesnore, recuperati a bordo dopo il naufragio della "Ragazza di Amsterdam", rampolli di un'opulenta famiglia di Sydney e, come tali, preziosissima merce di scambio agli occhi dell'assetato Rasputin. Gli stessi Groovesnore che, si scoprirà, sono legati a doppio filo, senza che nessuno ne abbia a sapere, proprio al Monaco di Escondida. Sullo sfondo, la caccia all'approvvigionamento di carbone e una sporca guerra di corsa tra le potenza coloniali del Pacifico, proprio mentre molto lontano dai mari del Sud, sullo scenario europeo, i lampioni si spengono per far posto alla Grande Guerra. Lontano dalla corsa agli armamenti e dalla guerra di posizione, ma forse nemmeno tanto, il Pacifico annuncia foschi presagi: "Mi chiamano sempre così, ma bon è vero che sono sempre calmo. A volte mi secco e allora do una spazzolata a tutti e a tutto". È il giorno di Tarowean del 1913 al largo delle Figi, il "Giorno delle Sorprese", che coincide con la festività di Tutti i Santi, il 1 Novembre. E Pratt, come sottolinea Tito Faraci nella prefazione "spazza via semplici pedoni, così come re e regine, con un'unica mossa, lasciando spiazzato il lettore". Proprio come il teatro di questa saga, l'Oceano Pacifico. Protagonista, lui sì per davvero, di sorti magnifiche e progressive, o più semplicemente di fantastiche avventure. Come quella di Pandora Groovesnore e di Tarao, capaci di attraversare a bordo di una zattera il mare aperto che separa Escondida e Buranea, guidati di giorno dal pescecane amico dei Maori, in grado di guidarli durante lunghe traversate. Quel pescecane si chiama Mao: e questa è una storia che solo Pratt e il Pacifico sanno regalare. O forse non solo loro.
Author: Giovanni Apadula

 
   
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